Una discussione sullo stato dei Linux Day in Italia

Mi aggiungo alla coda dei blog post riguardo lo stato dei Linux Day dopo averli letti su Twitter. Vi lascio al primo articolo e alla risposta di Roberto Guido (presidente di Italian Linux Society).

Premessa

Ho fondato il Linux User Group Rieti nel 2018 nella mia città (dopo il Linux Day organizzato appositamente) e ora siamo a quota 7 incontri, nuovo Linux Day in organizzazione e corso su Python e Raspberry per i prossimi mesi già pianificato.

Nella mia città il Linux Day è stato assente per anni, il LUG è morto tanti anni fa, del tipo che ho saputo che esisteva grazie ad una rivista Linux che ubblica l’elenco dei Lug. Gli scrissi io anni fa per dirgli di toglierlo perché era morto e gli ho scritto recentemente per dirgli che è tornato. Una grande soddisfazione.

Ero al Merge-It nel 2017 per Mozilla Italia e Industria Italiana del Software Libero, iscritto a ILS anche senza lug e ho capito i problemi amministrativi solo adesso. In quell’occasione non ho avuto modo di partecipare anche perché non avevo il lug ne esperienza diretta, anche se in tanti anni di eventi in Italia e altrove per Mozilla e WordPress posso dire di aver girato parecchio (e conosciuto tante realtà ed esperienze diverse).

Il mio primo Linux Day è stato nel 2013 a Roma, dove feci un talk su Firefox OS. Dopo partecipai al lancio italiano di Firefox OS per via della mia esperienza grazie a quel Linux Day. Tutto è partito nella mia vita nell’open source con un Linux Day. Quindi toglietemi tutto ma non i Linux Day, si anche i miei adesivi sul portatile!

Stato di salute

I Linux Day sono un modo locale per attivarsi, il nostro paese è diverso in un raggio di 40km e bisogna cambiare strategia. Quando parlo di quello che fa il mio lug, non ci si crede che facciamo cose così basilari. Parlo di recupero di file cancellati o cos’è Linux. Solo ora vediamo un interesse per fare qualcosa di più avanzato, il problema è che ai nostri incontri siamo 4 persone contate.

La promozione in un territorio in crisi come il mio (siamo ancora in zona terremotata nella mia provincia) è difficile perché c’è uno spopolamento di giovani, quindi il target ideale per fare cose di informatica è assente.
Un problema di comunicazione perché i mezzi come Facebook o siti hanno dimostrato di non funzionare, passiamo il tempo a fare comunicati stampa e cercare un posto per gli incontri attrezzato che non si approfitti di noi per farsi la marchetta.

Concordo che in altri posti dove i Lug esistono da anni e fanno attività c’è bisogno di aria nuova, nel mio caso c’è bisogno di punti fermi.

La mia esperienza con i meetup in tutta Italia mi dimostra che bisogna essere più elastici, come lo sono i Linux Day. La tematica che si discute ogni anno via email è solo indicativa, ed è un punto fermo per capire lo stato di interesse a livello nazionale.

I Linux Day sono contenitori di attività che a seconda del territorio e interessi locali oltre che disponibilità si attiva. Nel mio caso non faremo niente di intelligenza artificiale perché è troppo complicato.

La struttura legale è fondamentale, mi ci è voluto un anno per trovare un posto che si fidasse di me come persona e non ente, per darmi la sala per degli incontri gratuiti (che non sono corsi anche se a livello locale vengono pubblicizzati tali).

Ad oggi fare una associazione per me è aggiungere complicazione e quanto proposto al Merge-It non era male, dopotutto mi toglie le beghe e mi permette di fare quello che voglio fare.

In poche parole un Linux Day funziona perché c’è una persona (ho fatto tutto io da solo e portando diverse amici l’anno scorso) o un gruppo motivato. Se manca questo la salute è malmessa come ogni comunità. Una comunità che non cresce ed evolve è destinata a morire.

Promuovere e formare

I Linux Day sono un punto di incontro organizzato in pompa magna che permette di uscire dai soliti canali interni. Nella mia esperienza nel Mozilla Reps Council in due anni ho discusso molto di come si scalano le cose a livello mondiale per fare eventi. A livello nazionale le esigenze sono tante, figuriamoci a livello mondiale. Però i problemi di fondo sono gli stessi, trovare tematiche e nuovi metodi di comunicazione per raggiungere persone nuove.

I Linux Day sono così elastici che scalano, solo quando ci sono delle persone motivate. I Lug universitari vanno e vengono, altri lug devono cercare relatori al di fuori della loro città o altri si sono evoluti in hackerspace/makerlab. Come anche la tecnologia che trattiamo agli incontri.

Dopotutto siamo passati dall’OpenMoko Freerunner agli smartphone che hanno la videocamera con la realtà aumentata.

In Mozilla Italia ho visto che oramai reclutare non è più come una volta, prima bastava un blog e andare ad un evento. Oggi servono canali alternativi a mailing list o forum (Discourse è l’ibrido ideale invece) per portare giovani come Telegram e stimolare continuamente.

L’avvento di internet e di informazioni ha portato che quando la scusa per sistemare un computer che non andava a far diventare noiose il fondamento dei Lug. Oggi meglio fare cose che non faresti mai da solo. Come si faceva prima tra l’altro.

Non è tanto una cosa facciamo riuso o elettronica, programmazione o come conquistare il mondo. Oppure fare gli integralisti.

Lo scopo dei Lug è quello di fare promozione e formazione ad oggi. Tutto questo porta al divertimento, ma il mondo cambia e bisogna adattarsi alle situazioni reali.

Ogni Lug ha esigenze diverse ma a livello organizzativo bisogna pensare ai problemi comuni. La domanda quindi è quali sono questi problemi?

Interesse ai Linux Day

I Linux Day erano interessanti quando internet stava esplodendo, per trovare altri interessati quando non c’erano tutte queste chat. Ad oggi è tutto diverso e ancora non si riesce a trovare il modello scalabile per impedire la morte di tutto questo.

Ad oggi il tema open source non è un tabù come prima, è tutto più vicino e comune quindi come tanti Lug si sono evoluti in makerspace/fablab è ora di cambiare nuovamente.

Il punto è: la comunità è pronta a fare una discussione costruttiva evidenziando i problemi comuni oppure si ricade sul fattore stereotipo “siamo un gruppo amatoriale fanatico”?

I Lug e Linux Day mi hanno dato tanto e tanto ancora fanno ma bisogna evolversi cercando i problemi comuni. Noi italiani alla fine ci arrangiamo quindi le eccezioni riusciamo a gestirle nella organizzazione ma dove è possibile aiutare è bene essere disponibili.

Quello che ho visto in ILS sono solo tante discussioni ma poche sul concreto che riescano a scalare. Dico questo perché mi metto nei panni di Roberto e nel poco che facciamo in Industria Italiana del Software Libero capisco i problemi.

Diciamo che questa è una chiamata alle tastiere del proprio computer per incominciare ad evidenziare quei problemi comuni, a cui una comunità può attingere per trovare uno scopo ed uno stimolo ad evolversi.

Che sia il tempo di un Rinascimento dei Lug?

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