Pensieri lenti e veloci – Daniel Kahneman

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Parliamo di un libro pericoloso perché conta ben oltre 600 pagine!

Ho comprato questo libro perché mi interessava la parte dedicata come ragiona il nostro intuito e la logica.

Anche se pensato per il mondo dell’economia (l’autore ha vinto il nobel per quella categoria) la prima parte (ovvero le 300 pagine) è veramente interessante.

Il libro affronta tutte le tipologie di bias o preconcetti che come persone abbiamo e sviluppiamo nel tempo e come prevenire le risposte intuitive sbagliate.

Per spiegarmi meglio, pensate al classico indovinello: Pesa di più 1 chilo di paglia o un chilo di ferro. I bambini non esiterebbero a dire la paglia e anche qualche adulto distratto ma in realtà sono uguali.

In questo caso ci troviamo di fronte a un bias/preconcetto di quantità che ci confonde ma che con un poco di ragionamento riusciamo a sfatare.

Il libro elenca moltissimi preconcetti come quello di disponibilità che mi ha colpito molto, quello della disponibilità. Vi faccio il mio caso reale, da quando c’è stato il terremoto nella mia zona negli ultimi su certi argomenti siamo più sensibili perché lo ricordiamo vividamente.
Molte delle discussioni che si fanno adesso si dovevano fare prima ma il problema non si riteneva importante causa assenza scosse.
Mi trovato alla stazione di Roma Termini ed ero seduto, quando ad un tratto ho sentito delle scosse e stavo per saltare sul posto e andarmene quando il cervello è partito. “Stupido sei una stazione piena di treni che fanno vibrare il pavimento e inoltre le scosse a Roma non sono pericolose quanto dalle parti tue”.

Questo è un chiaro esempio di preconcetto innato che si crea nel tempo dove il cervello non viene chiamato in causa e questo libro ne affronta diversi dando anche degli esempi su come prevenirli.

Se volete capire quando siete istintivi/intuitivi e quante volte vi sbagliate senza rendervene conto la prima parte di questo libro è perfetta.

Istintivo è quando agiamo senza pensare mentre l’intuizione non è fortuna ma un mero riconoscimento di modelli che abbiamo già visto nel passato grazie alla esperienza.

Chiudo con una citazione: La nostra mente è incline a spiegazioni casuali e non sa gestire i dati statistici. Si riferisce al fatto che diamo più credito a fatti casuali, che a dati statistici che confutano il nostro pensiero, perché la nostra memoria cerca la causa e da credito a quella che conosciamo di prima persona. Per questo motivo spesso le statistiche rendono tutti increduli perché la nostra esperienza personale non si allinea spesso con quelle esigenze.
La chicca è che questo dato viene documentato prendendo d’esempio una serie di startup e i loro ceo con le loro stime prevedendo il loro fallimento, che poi avviene.