Decentralizzare tutto (il digitale) è un bene?

Si tratta(va) dell’argomento del 2020 ma anche di questo nuovo anno. Con le necessità della Didattica a distanza, dei monopoli informatici di fornitori SaaS come Google o Microsoft per passare alle app mobile come Whatsapp.

Sul tema Whatsapp ne parlai già un paio di anni fa e visto la discussione che è arrivata anche ai bar oltre che telegiornali riguardo i nuovi termini e condizioni, ho aggiornato l’articolo. Che detto tra noi è uno dei più letti del mio sito.

Premessa

Per chi non mi conosce sono molto attivo in ambito open source in Italia e all’estero, specialmente nel mondo Mozilla e WordPress oltre che aver fondato un LUG. Sono uno sviluppatore che contribuisce in molti progetti open source, ho anche scritto un libro in inglese a riguardo, ho un podcast in italiano da poco più di due mesi. Quindi si può dire che non sono il primo arrivato e al tempo stesso non sono un integralista del software libero.

Torniamo all’argomento: Decentralizzare.

Cosa significa Decentralizzare in ambito digitale?

Oramai dipendiamo da servizi come YouTube, Twitter, Reddit, Telegram, Instagram, Facebook, Google Maps, Flickr, Dropbox e tanti altri.

Questo dipendere da una piattaforma specifica significa che un domani, se la piattaforma chiude o si viene cacciati si va nel panico. Successe con la morte di Google Reader (anche se alternative sono sempre esistite), oppure quando ti trovi con l’account su Facebook oscurato perché il tuo nome sembra finto.

Sul caso di Facebook mi è successo personalmente, il mio cognome era stato riportato come falso. Non potei usarlo per una settimana e dovetti mandare i miei documenti personali per dimostrare che ero una persona vera.

Al tempo stesso si può parlare di quando Dropbox nel 2014 venne hackerato e le email degli utenti condivise con il mondo (mi è successo anche questo).

Quindi invece di avere un singolo “point of failure” o punto di fallimento, credo che si possa tradurre così, ovvero di poter essere chiuso fuori da un servizio che è diventato il centro di quella tipologia di comunicazione o servizio è nato il termine e la filosofia/funzionalità del decentralizzare in ambito digitale.

Per i più profani potrei spiegarlo in termini sportivi, vivi a Roma ma tifi una squadra di una città di un’altra regione. A Roma tutti ti eviteranno, non potrai interagire con loro su quel tema sportivo e non troverai altri tifosi di quella altra squadra visto che è di un altra regione. Se poi sei una persona come me che dello sport non gliene frega niente e che odia il calcio a tutti i livelli, è ancora più semplice capire il concetto di monopolizzare un certo tipo di aggregatore sociale.

Consideriamo che internet è nato come sistema centralizzato. In poche parole tu ti colleghi a un sito specifico e non a una sua copia o alternativa (quindi più riferimenti che lo decentralizzano o replicano rispetto a unica fonte). Infatti a oggi sono nati vari protocolli alternativi a internet come lo conosciamo noi per ovviare a questo problema.

Sempre che sia un problema.

I falsi miti del decentralizzare

Prendendo spunto da questi articoli in inglese, vediamo di analizzare alcuni punti.

  • La sicurezza, il fatto che il sistema sia gestito da te ti assicura più sicurezza di un sistema gestito da altri. Ho sentito questa motivazione più volte ma mi ricorda il commento di un politico italiano che diceva di mettere i server dei servizi statali dentro le caserme dell’esercito per la sicurezza. Un falso senso di sicurezza.
    Si tratta di un software che non sviluppi tu (se non sei un contributor o sviluppatore), fatto da altri e quindi dipendi da altri nuovamente. Tale software anche open, può essere sicuro come quello proprietario, e non impedire di essere hackerato. Avere in casa un cloud personale, un proprio server, per gestire i propri file potrebbe non avere criticità di sicurezza come Dropbox di per se.
    La vera differenza è che hackerare il tuo server personale può essere meno attraente perché lo usi tu, invece Dropbox lo usano milioni di utenti. Oppure usi un software non aggiornato o con un bug grave e che permette di prendere il controllo di molti server e di usarli con un colpo solo. Come succede spesso con le vulnerabilità dei router che vengono riciclati per controllarli da remoto per fare attacchi DDOS.
    In poche parole la sicurezza la fa il software o protocollo non che è decentralizzato di per se.
  • Un sistema decentralizzato può essere spento. Tutto può essere spento, dalla mancanza di corrente, dalla chiusura da parte di un governo della rete internet fino alla tua istanza. Potrei farvi l’esempio di Mastodon, l’alternativa decentralizzata a Twitter. Ho dovuto spostare il mio account in oltre 3 anni su 3 istanze diverse. L’istanza ovvero il server con il servizio veniva chiuso (per vari motivi), di conseguenza sei costretto a cambiare tutti i riferimenti su internet e spostare i tuoi dati da un altra parte. Ci sono vari motivi per cui può succedere ma il più comune è la sussistenza economica rispetto ai grandi che non hanno questo problema. Però ti puoi sempre spostare e continuare a partecipare in un modo o nell’altro, questa è la vera potenza del sistema decentralizzato.
  • Non può essere censurato, questo è falso. Ogni Istanza di un servizio o di un software ha delle regole di partecipazione quindi se per dire si è troppo aggressivi si può essere censurati, account bloccato ecc.
    Quindi bisogna specificare che tipo di censura si tratta, se è politica, religiosa, ecc. Il messaggio sicuramente può essere condiviso su altre istanze perché sono federate ma questo non vuol dire che appare ovunque e che la gente lo trovi. Quindi libero di dire quello che ti pare ma non sei libero di avere qualcuno che ti segua, se cambi i riferimenti.
  • La federazione senza seguito è inutile. Inutile essere federati se non ti legge nessuno, questo succede anche su Twitter ecc, il tuo messaggio viene facilmente ignorato e questo è parte della comunicazione. Infatti Mastodon rispetto a Twitter ti mostra i tweet più interessanti della istanza su cui ti trovi oltre a quelli che segui, per ovviare a questo problema.
  • La privacy è l’unico fattore reale di queste istanze, che essendo software open e gestite da fondazioni o da altre realtà pagano di loro tasca i server, non hanno interesse a spiarti o commercializzarti. Infatti leggo che su internet in diversi mettono su istanze di Mastodon a uso privato per famiglia e amici.

I problemi delle alternative

Spesso c’è una pressione dagli attivisti di queste soluzioni a migrare, cosa giustissima ma il mio punto è che avviene in modo sbagliato. Qualche dettaglio sullo stato del Fediverse nel 2020 lo trovate li.

  • Le persone, tanti partecipanti sulla piattaforma fanno la differenza. Queste soluzioni invece includono sempre le stesse persone, sempre sulle stesse tematiche. Spesso si usano dei social inizialmente per seguire personaggi famosi o qualcuno che vale la pena. A oggi c’è qualcuno che vale la pena e che non si trova altrove? Io ho messo Mastodon solo perché ho ricevuto varie richieste ma lo seguo solo dall’ufficio e non da mobile oltre che l’account ripubblica quanto scrivo su twitter (che la maggior parte è materiale non condiviso su Masotodon perché copre anche altre tematiche).
  • Le funzionalità sono carenti spesso a livello d’interfaccia. Uno dei problemi delle alternative FOSS spesso è l’usabilità degli strumenti o delle funzionalità che per motivi di tecnologia (potenza server per esempio) o monetarie non posso avere le stesse caratteristiche dei competitor. Spesso perché la fanno sviluppatori e non ci sono esperti di design che danno una mano a migliorare l’esperienza utente ma questo è un problema facilmente risolvibile rispetto ad altri.
  • La qualità del contenuto che ti fa dire, mi iscrivo. Io ad esempio perdo molto tempo su reddit, molto di più che su facebook facendo una comparazione a 5 anni fa per dire.
    Si trova di tutto, oltre che facile trovarlo e persone che ruotano a quell’argomento. Notiamo dal resoconto (pubblicato ad inizio paragrafo) che il numero di account è minore rispetto l’anno scorso perché viene fatta pulizia degli account inattivi, quindi effettivamente c’è un problema di utenza. Ora la pulizia i social piú famosi non la fanno perchè non gli interessa quindi può essere un dato che è un falso positivo ma fa riflettere sull’effettivo uso a prescindere.
  • Alcune soluzioni, vedasi Matrix, offrono la end to end encryption che in molti contesti è veramente eccessiva. Nel caso di Matrix hai molti avvisi ovunque sul fatto che devi abilitarla, ogni volta che accedi da un altro dispositivo chiede la conferma, tra client e browser. A oggi io non uso granché matrix, lo ritengo utile in certi contesti ma la e2e obbligatoria per parlare di open source ad esempio la ritengo eccessiva. Anche perché l’istanza come abbiamo detto sopra è di una fondazione ecc che non ha interesse a spiarti, quindi se deve valore per un sistema tipo Mastodon deve valere anche nel resto.
    Ricordiamoci che è una finta sicurezza, la gente che viene spiata da whatsapp non hackera i server ma accede ai telefoni, li copia e li i messaggi sono in chiaro.  Come su qualunque altra applicazione, c’è un motivo se le app bancarie ti chiedono la password ogni volta e dopo un po’ che non le usi si chiudono in automatico senza salvare niente.

Un esempio di decentralizzazione che funziona(va)

Parliamo di IRC, non tutti lo conoscono ma è stato il primo sistema di chat veramente diffuso e anche decentralizzato (anche se non fediverso o così complesso). In un mondo dove non c’era niente era facile sapere dove trovarti, oggi con le molte possibilità non è così immediato.

Oggi tutto il mondo decentralizzato deve molte cose da IRC, per il suo modo di funzionare anche se le necessità sono cambiate.

Il contesto storico è diverso, oggi con molti servizi ognuno per una cosa specifica. Mettere nel mercato un alternativa migliore è veramente difficile senza una spinta sociale come tutti i cambiamenti.

IRC resiste ancora ma viene usato da chi sa dove trovare quello che serve o come raggiungere tale gruppo, in poche parole per soli pochi iniziati.

Il mondo decentralizzato quindi è per pochi eletti per via della nicchia di tematiche e persone che ci sono?
Sicuramente si.

Può essere appetibile per una futura migrazione di milioni di persone?
No, perchè ad oggi ancora non c’è il business che rende le piattaforme non tanto sostenibili ma creatori di contenuti massicci (di qualità) e che creano la maggior parte di interazione. Con questo mi riferisco a riferimenti di aziende o altro come su Twitter e Facebook.

Cosa puoi fare?

  • Essere raggiungibile su queste piattaforme è qualcosa che puoi fare assolutamente ma non usarle come unica fonte per informarti o per relazionarti altrimenti vivrai in una bolla
  • Usarle per necessità specifiche, ovvero se usi Nextcloud lo usi internamente. Se usi peertube su una tua istanza per gestire i video o ne offri una definisci delle regole di uso per fare un esempio
  • Prova e vedi se risolve i tuoi problemi o necessità ma non dimenticarti mai del primo punto
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2 thoughts on “Decentralizzare tutto (il digitale) è un bene?

  1. Grazie, comincio a capirci qualcosa.
    Un appunto, anzi due, che mi permetto di fare, essendo questo un articolo così letto.
    “un’altra”: è femminile, ci va l’apostrofo
    “perché” non “perchè”: perché in tanti non usano la e con l’accento acuto?

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