Perchè sono stufo dei BloggersContest e dei blogger OpenSource

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Ho partecipato a molti #BloggersContest ma ho vinto solamente una volta per un articolo che ritengo non sia il migliore mentre gli ultimi secondo me sono molto più elaborati e completi. Questo mi fà sta facendo desistere al partecipare ancora visto il successo degli articoli.
Non per superbia ma ritengo i miei articoli migliori rispetto agli altri per via dei molti riferimenti ed esperienze vissute che gli altri non hanno o forse non inseriscono. Riconosco che lo stile con cui scrivo non è molto fluido come mi è stato detto più volte e faccio del mio meglio per migliorare.
Per me parlare di OpenSource significa contribuire attivamente e non solo scrivere pareri che alla fine, sempre secondo me, non cambiano molto la situazione. Certo si potrebbe dire che sono poca cosa quei contributi che ho segnalato nell’articolo scorso ma quelli sono solo i più recenti e significativi perchè sono per progetti importanti e più conosciuti (anche perchè non avevo voglia per cercare tutti i miei contributi).

Questi articoli vengono letti da persone inserite nell’ambiente che sempre secondo me si sono stufate di pareri e pareri ci servono più fatti.
Non solamente in questo campo ma anche in altri come la politica o nella propria vita. Troppa gente che parla ma poca che contribuisce.

I divulgatori di news vanno benissimo, sono giornalisti ma settordici mila che parlano del nuovo aggiornamento di quella stupida app android o dell’ultima chincaglieria di Steam per Linux sinceramente mi ha stufato. Anche dell’ultimerrimo tema grafico bellissimo (scrivono sempre bellissimo o fantastico) o delle nuove icone di Ubuntu.

EMMÒ BBASTA PERÒ

A me piace l’italiano e voglio leggere articoli italiani, vedo invece che i blog in inglese non si preoccupano solo di queste cose ma spaziano e anche molto.

Secondo me questo è uno dei tanti modi per notare dov’è il vero interesse della gente. Insomma della grafica scichettosa mentre nessuno parla dei progressi per poter permettere al vostro pc/cellulare/desktop environment di avere questo.

Siamo bloggers (mi sento più programmatore), dobbiamo svegliare la gente non renderla ebete. Dimostriamo che l’OpenSource non è solo parlare ma essere attivi ognuno a suo modo però qualche fatto ci sia.

Seguo diversi blogger sia su testate che nei propri ma di solito quelli più intraprendenti sono quelli che scrivono sul blog personale.
Da quello che ho capito sulle testate web pagano ad articolo (tema della blogosfera inerente ovviamente) senza chiedere esplicitamente di quale specifico argomento parlare sempre.

Certo non tutti sanno programmare ma come spesso si parla o parliamo ci sono tanti modi, dalla sponsorizzazione, dalle traduzioni, dalla documentazione, dalla grafica, dalle donazioni, dal supporto e così via.

Come ho detto più volte in Italia non c’è molto spirito di collaborazione basta vedere i pochi progetti open source di origine italiana, basterebbe che si scrivano meno articoli ma più contributi per dimostrare che l’Italia non segue i pregiudizi che gravano su di lei. Ovvero i soliti magnaccioni.

Ovvio che se non mi piace qualcuno non lo leggo però se ci siete soltanto voi nella blogosfera italiana è giusto che voi vi mettiate nei panni dei lettori perchè quando chiudete l’articolo con “Cosa ne pensate?” e nessuno vi risponde significa o che qualcuno era pigro e non c’aveva voglia di scrivere, non interessava a nessuno l’articolo o era una notizia che letta era fine a se stessa.

Questo è quello che io penso.
Non sarò un utente informatico ai primi livelli certo però ci sono anche altri utenti che vogliono più roba succosa o dettagli tecnici.
Questo potrebbe anche far aumentare il livello di conoscenza nell’utente medio o basso, visto che spesso degli articoli per Windows o Mac sono molto più cospicui.

Sò che io sono l’ultimo a poter parlare visto che non ho nessun titolo o passato editoriale (diciamo così và) per la questione blogger.

Ha più successo un amico che ti chiede di Linux quando gli hai spiegato tecnicamente precedentemente in modo semplice cosa è l’open source o la tecnologia che quando gli parli della funzione dropbox integrata nel file manager.

Questo messaggio non è un accusa a qualcuno in particolare ma alla categoria perchè come la penso io lo pensa anche altra gente e basterebbe veramente poco per cambiare.

Sperando di non aver lasciato qualche punto scoperto o non spiegato bene, vi saluto.
Farò girare il link ai vari blogger che conosco per sentire il loro parere perchè potrei anche essere in errore io.

PS:  il tema attuale del BloggersContest di questa settimana riguarda i propri dati tema già trattato nel #BloggersContest anche qui precedentemente (Di unhosted ne ho parlato diverse volte).

Il BloggersContest di LinuxBird è una genialata comunque 😛

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19 thoughts on “Perchè sono stufo dei BloggersContest e dei blogger OpenSource

  1. “I divulgatori di news vanno benissimo, sono giornalisti ma settordici mila che parlano del nuovo aggiornamento di quella stupida app android o dell’ultima chincaglieria di Steam per Linux sinceramente mi ha stufato. Anche dell’ultimerrimo tema grafico bellissimo (scrivono sempre bellissimo o fantastico) o delle nuove icone di Ubuntu.”

    lei ha centrato il punto signore. 😉

      1. Non ho capito bene cosa intendi con “quarta o seconda mano”, comunque secondo me sul punto che ha fatto notare mte90 io mi sono “rassegnato” Ad esempio prima avevo tanti portali di notizie su linux, ora ne ho giusto 2, e il resto sono blog di opinione e tecnici. Perché le notizie sono poche quindi diventano blogs ripetitivi.

        Per me ci sono 3 modalità: notizie, opinione e tecnicismi (guide). I tre tipi di articoli o post che esistono riguardanti il panorama Gnu/Linux. Molte volte si mischiano, tant’è che in una guida possiamo trovare prima la notizia, poi l’opinione e infine la guida per risolvere qualcosa.

        La sensazione di “ripetitività” secondo me deriva dal fatto che molti blogs si dedicano a riportare notizie e basta, e sotto una apparente voglia di oggettività fanno post di 2 righe che parlano dell’ennesimo wallpaper di Ubuntu o app per android, dopo un po’ stufano così.

  2. Il problema è che molti (fra i quali mi ci metto anche io di mezzo) non hanno arte ne parte e dunque non posso contribuire diversamente al mondo dell’open source.
    Comunque risharo su google+, vediamo che ne pensa la mia cerchia linara 🙂

    1. Teniamo presente che il panorama dell’open source richiede numerosi ruoli, non solo di programmazione, anzi… Grafica, documentazione, traduzione, marketing, web, ecc. C’è posto per qualunque tipo di figura, basta la buona volontà 😉

  3. Il problema è uno: gira, gira, sono sempre le stesse notizie. Non dico che non ci debba essere informazione, però siamo arrivati al punto di avere, quotidianamente, le stesse n notizie, su n blog.

    1. Le cose infatti che riteniamo interessanti sono le news di prima mano, dove ovviamente bisogna stare “sotto al pezzo” come si dice in linguaggio giornalistico, e le analisi e i commenti, che stimolano il dibattito e la discussione (possibilmente costruttiva).

  4. Di punti scoperti non ne hai lasciati. Di contro, a fine articolo io faccio fatica a capire con chi ce l’hai, e il preciso perché.

    Non voglio spendere molte parole sul Blogger Contest. È una delle idee più stupide che abbia visto di recente: per quanto mi riguarda l’intero punto del blogging è scrivere perché hai qualcosa da dire, e indire un contest su un dato argomento annienta esattamente questo principio. Potrà partorire un articolo veramente must-read ogni 20 edizioni, ma niente di paragonabile ad un’orda di blogger che rispondono solo al proprio bisogno di digitalizzare i propri pensieri su un argomento. Seguo centinaia di blog che producono contenuti strepitosi (quasi tutti esteri, è vero), e nessuno di questi scrive per rispondere ad un qualche “comando”.

    Se l’intero punto del tuo post è “più fatti, meno pugnette, contribuite di più” mi spieghi che senso ha rivolgerti ai blogger e non agli utenti? Tra tutti gli “utenti dell’open source”, persino tra i più informati, quelli che hanno dalla loro un QUALSIASI contributo comunitario, che sia un bug report, una traduzione, una documentazione, un art-work, (sto prendendo ad esempio tipi di contributi che non richiedono conoscenze di programmazione) sono una percentuale infima. La mancanza di collaborazione è una cosa che si applica trasversalmente, quindi perchè qui sta applicata ai blogger? Perchè dovrebbero essere i blogger in particolare a “fare fatti”?

    Questo fraintendimento si nota anche ad inizio post quando lamenti che i tuoi articoli, focalizzati sui contributi anche tuoi personali, “prendono meno” rispetto ad altri post opinionati. Ma questo è palesemente ovvio: essere un contributore migliore non ti rende un blogger migliore. Il blogging è un’altra cosa.

    Che ci sia una ridondanza di informazione è verissimo, ma non è più o meno vero che per quasi tutto il resto dell’informazione nel 21esimo secolo. Per questioni editoriali spesso visiono la stessa notizia “n volte su n testate”, ed è facile notare come siano tutt’altro che equiparabili: la maggior parte contiene errori e incompletezze frutto più della “corsa alla news” che della sola semplice mancanza di qualità di scrive. In ogni caso, per me il concetto di “eccesso di informazione” ha qualche senso solo se non sei in grado di scremarla.

    È vero che, in Italia, le testate devono lasciare fuori moltissimi argomenti interessanti (o non approfindirli al meglio) e al contempo non ci sono molti blog indipendenti autori di contenuti interessanti e originali. Ma qui il rimedio è “più blogger brillanti”, non “meno blogger, più contributori” come sembri suggerire. Ancora una volta, non c’è la relazione che suggerisci in tutto l’articolo tra blogging e contribuzione alla comunità.
    Il blogging, come tutta l’informazione, può essere o meno di qualità ed è un problema complementare alla copertura di una più ampia gamma di contenuti (e non solo le news mainstream sulla nuova funzionalità): il blogger indipendente la produce per passione ma al passo che gli consentono tempo e risorse, il blogger editoriale la produce secondo le condizioni stabilite. Esistono blogger editoriali nel panorama italiano perfettamente in grado di produrre editoriali o speciali o articoli tecnici documentati e di qualità, ma purtroppo non realtà editoriali in grado di mettere un campo un budget che sostenga quel determinato sforzo. Anche in questo caso la cura coinvolge “più risorse ai blogger brillanti” e non “meno blogger, più contributori”.

    Per me parlare di OpenSource significa contribuire attivamente e non solo scrivere pareri che alla fine, sempre secondo me, non cambiano molto la situazione.

    Su questo si potrebbe discutere molto. Certo, di regola è difficile pensare che un singolo pezzo possa smuovere la direzione dello sviluppo, ma il blogging open source (quello di qualità) ha degli esempi d’influenza. Per dirne una, moltissimi dev GNOME hanno letto questo pezzo che ha avuto una larga diffusione, e non è difficile identificare alcune delle recenti decisioni come una risposta a questo genere di feedback.

    Vediamo se la discussione evolve: in ogni caso, il mio consiglio è lascia perdere i blogging contest, non ti miglioreranno come blogger. Non come può fare il tuo, personalissimo, blogging. 😉

    1. Grazie per il tuo parere.
      Non faccio blogging contest per migliorarmi come blogger ma per trovare spunti interessanti per le discussioni.
      La mia “sbroccata” è diretta ai blogger perchè siccome sono il punto di riferimento per gli utenti, come i giornali/riviste per la carta stampata dovrebbero dare il buon esempio.
      Per quanto riguarda la citazione gnome è un bell’esempio ma non conoscendo la storia e non usandolo come de non sò come esprimermi.
      Per il resto sono d’accordo con te, non ce l’ho con nessuno in particolare ce l’ho con la categoria XD

      1. La mia “sbroccata” è diretta ai blogger perchè siccome sono il punto di
        riferimento per gli utenti, come i giornali/riviste per la carta
        stampata dovrebbero dare il buon esempio.

        Sorry, ma proprio no. Da quanto carta stampata/rivista danno il buon esempio? =)
        I blogger fanno informazione o opinione. Essa può essere buona o cattiva e, da un’altra prospettiva completa o incompleta. In nessuno dei due casi il blogging genera più o meno partecipazione “fattuale” per come la intendi tu.
        Al massimo si potrebbe argomentare che, visto che i blogging sono scadenti a tuo dire, questo cattivo esempio dovrebbe in teoria motivare gli “utenti” a produrre una informazione migliore. Ma anche in questo caso i “fatti” da fare se ne rimangono in santa pace.
        È proprio l’idea che ci sia una correlazione tra l’operato buono/cattivo dei blogger opensource e la partecipazione nell’open source che è sbagliata in principio.

        1. Non danno il buon esempio sicuramente XD
          Bèh io penso che i blogger dovrebbero dare il buon esempio, con blogger io intendo chi lo fà come hobby chi come mestiere e ognuno a suo modo dovrebbe farlo. Però con fatti più concreti 🙂

    2. Il nostro #BloggersContest è un’iniziativa libera e aperta a tutti, se ti piace partecipi, se non ti piace non partecipi, è molto semplice. La nostra attività è volontaria e non abbiamo fondi derivanti da pubblicità o altro tipo di business, abbiamo dunque messo dei premi simbolici perchè si tratta in ogni caso di un contest e, per quanto è nelle nostre possibilità, vogliamo premiare l’impegno dei partecipanti.

      Gli argomenti li decidiamo noi, visto che è un contest… Non credo esistano contest in cui ognuno scrive quello che gli pare. Cerchiamo di non essere scontati nella scelta degli argomenti che sono soprattutto di attualità e cercano di stimolare un dibattito (che spesso avviene sui social network piuttosto che sui blog).

      Il #BloggersContest è solo una delle tante nostre attività per il Software e la Cultura liberi, cerchiamo di contribuire attivamente soprattutto a progetti per la Scuola. Siamo una goccia nel mare, almeno per ora… Vediamo dove riusciremo ad arrivare.

  5. Mi presento: blogger, promotrice opensource, libera professionista nell’ambito della sistemistica/sicurezza informatica e… ex programmatrice.

    Per quanto riguarda l’opensource faccio bugtesting, mi occupo di traduzioni e, quando posso, cerco di mettere mani al codice per fare bugfixing. Ma non vado a scrivere sul blog che ho sottomesso qualcosa come 3000 traduzioni su Rosetta, che ho contattato in privato questo-o-quello sviluppatore per spiegargli la parte del codice che provoca un memory leek al suo programma… ma questo non ha importanza, o meglio, non merita pubblicità, perchè se mi dedico a cose del genere è per il puro piacere di farlo, e non per sentirmi dire “oh, sei in qualche modo attivista, brava”.

    Ho letto un po’ questo blog e ti faccio i miei complimenti, ma stai
    pur certo che se fossi profana del settore la prima cosa che penserei
    sarebbe “Uh mamma mia, ma ‘sto qui di che parla? Che è ‘sta roba? E’
    arabo? Ma chimelofaffareammè?”

    Sul blog in cui scrivo mi occupo della sezione “Linux”, anzi pardon, di GNU/Linux e… si, parlo anche delle icone per Ubuntu, come parlo di Steam, come parlo di NGINX, come parlo dei vari “call for…” comunissimi nel nostro mondo, come parlo della differenza tra i driver grafici open e quelli closed, come spiego a chiare lettere la differenza tra gratuito ed opensource, come faccio capire – per quanto posso – che l’open è uno stile di vita… e come parlo di tantissime altre cose. E vedi, per quel che riguarda il «voi che ne pensate»… mi è capitato di scriverlo spesso e ti dirò, i “che ne pensate” che restano sospesi sono quelli inerenti a post più “tecnici”, quelli più “incentrati su cose specifiche”, quelli che non fanno trend, insomma, proprio a quelli che piacciono a te… e questo deve dirla lunga. Scrivere “che ne pensate” sotto un post che fa trend significa avere automaticamente una marea di commenti, e sta sicuro che non è colpa del blogger.

    Con i miei post cerco di fare da “collante” tra la categoria dei g33k e la categoria dei profani, cercando di distruggere l’ecosistema elitario che VOI del mestiere TENDETE a creare (e dico VOI, perchè fortunatamente ci sono persone che pensano davvero di avvicinare gente al mondo dell’IT senza bombardarle di termini e paroloni di difficile comprensione)… un profano oggi potrebbe diventare un g33k domani, e nessuno nasce «con la scienza», come si suol dire. E quindi si, si parla di ciò che fa trend, di ciò che non lo fa, delle cose semplici e delle cose un attimino più complesse (tentando sempre di renderle semplici).

    Vuoi post più tecnici? Bene, DEVI imparare l’inglese. E sai perchè? Perchè tradurre un post estremamente tecnico dall’inglese all’italiano significa automaticamente scrivere un mare di cazzate: l’inglese è talmente insito nel mondo dell’IT che alcune espressioni, concetti o costrutti sono veramente intraducibili in altre lingue, ma credo tu questo lo sappia già.

    Francamente vedo questa critica ai blog opensource ITALIANI alquanto fuori luogo, e leggendo il tuo post relativo ad Ubuntu (l’unico che ho letto nel suo genere su questo blog, ti preciso che NON sono una lover) ho capito chiaramente il tipo di informatico con cui sto parlando ed il perchè di questa tua scocciatura.

    E… se poi questo stesso post fosse nato per seguire l’attualissima moda del “criticare Italia e Italiani pensando di emigrare a Sydney”… allora sentiti libero di ignorare quanto ho scritto 😉

    Blogger Anonima (che non vuole farsi pubblicità)

    1. Non dico che bisogna vantarsi dei contributi che uno dà nei progetti open source, ma certo dirlo che uno contribuisce può far capire al lettore che si è veramente interessati in quello che si parla.
      Quando leggo i siti web, come i fumetti, libri o film io quando trovo una bella storia/articolo ecc mi informo sugli autori. Quando vedo qualcuno che parla bene o male e ci mette l’esperienze io credo molto di più in ciò che scrivo perchè l’ha vissuto e quindi la testimonianza in un parere riceve molta più attendibilità.

      è vero a me piaccioni i paroloni (vedasi questo vecchio video http://www.youtube.com/watch?v=82v6Fngv9sM ) ma anche perchè sono pigro e non ho spesso voglia di spiegarli ma non avrei problemi a farlo.

      Poi dopo tutto questo bel commento non c’è il link al blog e rosico perchè come ho scritto a me piace l’italiano e leggere blog del genere mi interessa.

    2. Diciamo che se sei presente sul Web e/o sui social network presentare le tue attività fa un po’ parte della Bio e aiuta a farti conoscere. Chi legge del tuo impegno può averne uno stimolo o conoscere progetti che prima ignorava… Insomma è cosa buona e giusta a patto di non scadere nell’autoreferenzialità 😉

  6. @Fabiospecial
    Verissimo: le notizie, anche le più “frivole” per così dire (iconcine, temi, minor-minor release di un software, etc.) sono sempre le stesse. Personalmente filtro molte delle notizie che mi arrivano via RSS e principalmente utilizzo questi siti “aggregatori”, comunque apprezzabili per l’impegno che ci mettono, per (cercare di) risalire alla fonte e leggere la storia originale (meglio, a mio avviso, di leggere “n volte su n testare” la stessa notizia per farsi il quadro completo, come dice @Stefanauss ). Ci sono 2 o 3 blog “fotocopia” ai quali garbatamente si potrebbe suggerire di fondersi in un’unica entità, a tutto vantaggio della qualità dell’informazione offerta. Tuttavia ognuno di essi giustamente può rivendicare la propria identità ed il proprio diritto a fare informazione come meglio crede: sta ai lettori far valere i propri gusti e chiedere contenuti migliori ed ai blogger tenere sempre un occhio ai dati che misurano il gradimento di ogni post (visite, condivisioni e commenti).

    @google-a715de02e049434f60f7a004e75c777a:disqus
    Puoi contribuire comunque: basta raccontare (se ti interessa farlo) la tua esperienza di utente Gnu/Linux, in bene ed in male. Io uso Gnu/Linux da pochi anni (Kubuntu 8.04) e mi diverto a raccontare quello che riesco ad imparare o quello che sperimento. La documentazione non manca, nessuno ti impedisce di manipolare e personalizzare programmi e distro: è la condizione ideale! In alternativa, per tornare a quello che scrive Mte90Net , un commento ad un post è già un contributo importante che aiuta e stimola chi scrive a migliorarsi e chi legge a capire. Anch’io spesso chiudo i post con l’invito a commentare e contribuire e purtroppo l’invito rimane inascoltato. Questa cosa mi dispiace perché viengono meno il confronto e la reale condivisione di conoscenza che è una base della filosofia open. E se ho scritto una ca**ata madornale probabilmente non lo saprò mai.

    @Anonima blogger, programmatrice, etc.

    E’ più difficile superare la barriera dell’autocompiacimento di chi vuole mostrarsi “mago” piuttosto che la paura e la diffidenza verso la tecnologia dei meno esperti. E poi scrivere è una cosa, saper scrivere è un’altra. Ci si prova, tentando, come scrivi, di fare da “”collante” tra la categoria dei g33k e la categoria dei profani”: è una missione difficile.

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